Categoria: Permacultura

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Un giardino dell’Eden in Permacultura

La storia di Charles, Perrine e della loro fattoria

Miraculous Abundance (Abbondanza Miracolosa) non è solo il titolo inglese del libro pubblicato nel 2014 dalla coppia francese Perrine e Charles Hervé-Gruyer, ma è anche il sunto perfetto dei risultati ottenuti con il loro progetto e del messaggio che con fervore e convinzione vogliono trasmettere a tutti noi e alle future generazioni di agricoltori.
La storia di Charles e Perrine è una di quelle che scalda il cuore, infonde ispirazione in chi è alla ricerca di un cambiamento e dà speranza a coloro che vedono un futuro sempre più grigio all’orizzonte. Ma chi sono Charles e Perrine? E cosa hanno fatto di così speciale?

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Come trasformare il deserto in paradiso

La permacultura ci insegna a gestire l’acqua in modo naturale e intelligente, per fermare l’avanzata dei deserti

Era il 2011 quando decisi di andare a visitare il Krametherof nella regione del Longau in Austria. Ero rimasto folgorato dalla visione di un documentario in cui si parlava di Sepp Holzer, il contadino ribelle che aveva trasformato la tenuta agricola di famiglia in un paradiso naturale costruendo un impressionante sistema di 80 laghi e terrazze in un terreno scosceso dai 1100 ai 1500 metri di altitudine.

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L’Acqua in Permacultura

Strategie per ottenere un terreno ricco di acqua

L’acqua ricopre il 70% del globo anche se purtroppo ne possiamo utilizzare solo una minima parte in quanto per il 97% è salata. Del 3% di acqua dolce, ¾ sono intrappolati nei ghiacci e il 50% di quella che rimane si trova sotto terra a più di 700 metri di profondità, racchiusa nella roccia e quindi inutilizzabile. In definitiva l’acqua dolce disponibile nei laghi, nei fiumi, nelle falde freatiche e nell’atmosfera rappresenta lo 0,375% delle acque totali.

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L’orto bio-intensivo alla Fattoria dell’Autosufficienza

Alla Fattoria dell’autosufficienza dal 2016 coltiviamo ortaggi per l’agriturismo, la vendita diretta e il negozio Macrolibrarsi Store di Cesena con il metodo bio-intensivo. “Bio” perché rispetta la normativa del biologico (in realtà va molto oltre), “intensivo” perché imita la densità e la diversità delle foreste vergini. Lo stesso metodo in inglese viene spesso indicato come “market garden”.
Non usiamo nessun tipo di fertilizzante artificiale e l’unica cura dei “parassiti” è la prevenzione.
Incrementando la biodiversità e la qualità del suolo invitiamo i microorganismi benefici a svilupparsi e a riprendere il controllo del nostro suolo che instaura un’armonia dinamica con le piante.  Piante sane, su un terreno sano ed in luogo sano semplicemente non si ammalano.

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Permacultura: a che punto è in Italia

Di Elena Parmiggiani

Tante sono le realtà grandi e piccole che diffondono questo metodo e i valori che esso condivide.

Dalla mia ultima intervista con Massimo Candela (“Vivi Consapevole” n.38 ago.- ott. 2014), Presidente dell’Accademia Italiana di Permacultura, in cui chiedevo delle realtà più interessanti in Italia, sono passati alcuni mesi, vediamo come si è evoluta la situazione.

Sono almeno tre le associazioni a livello nazionale che si occupano di permacultura:

  • l’Accademia Italiana di Permacultura (www.permacultura. it), nata grazie all’Accademia Britannica di Permacultura di Andy Lagford (ora co-fondatore di Gaia University) e Richard Wade, che fa assistenza e offre il percorso per diventare diplomati in Italia, senza dover andare all’estero e fa rete sul territorio nazionale ed internazionale tra studenti, apprendisti e diplomati;
  • l’Istituto Italiano di Permacultura, di Pietro Zucchetti, che offre corsi di permacultura;
  • la World Permaculture Association, promossa da Giuseppe Tallarico, nata dalla collaborazione diretta con il PRI Permaculture Research Institute australiano, che offre corsi con professionisti come Rhamis Kent (PRI AU), John D. Liu (documentarista cinese) di livello internazionale e che ha come scopo promuovere e diffondere la produzione di cibo usando i principi della permacultura.
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Bill Mollison: la rivoluzione travestita da giardinaggio

di Elena Parmiggiani

Il ricordo dell’uomo che ha concepito nuovi ecosistemi legati alla permacultura e ha cambiato il modo di pensare di milioni di persone.

Il 24 settembre scorso Bill Mollison, co-fondatore della permacultura, si è spento a Hobart, Tasmania (AU). Ho avuto la fortuna di conoscerlo nel 2010, quando ho partecipato al suo Corso di Progettazione in Permacultura a Istanbul, in Turchia, insieme a Geoff Lawton, credo in uno dei suoi ultimi corsi tenuti per intero. Durante questo corso di permacultura, ho imparato alcune cose importanti che porterò sempre con me. Vorrei condividerle con voi, perché Mollison avrebbe sicuramente voluto che fossero patrimonio di tutti. Lui, che ha partecipato alla vita di tanti progetti, che ha insegnato all’università, ma diceva sempre che era sclerotizzata e dannosa. Lui che ha contaminato così tante persone con la sua visione ecosistemica legatissima ai modelli naturali e che ha portato alla luce per tutti noi un nuovo modo di pensare il mondo e di viverci.

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AGRICOLTURA SINERGICA

Non si può parlare di agricoltura sinergica senza parlare della sua ideatrice, la spagnola Emilia Hazelip (1937 – 2003) che ha maturato e poi diffuso questo metodo ispirandosi ai principi dell’agricoltura del non fare di Masanobu Fukuoka (“La rivoluzione del filo di paglia”)  e della permacultura di Bill Mollison (“Introduzione alla permacultura”).
I principi della Permacultura che Emilia ha fatto più suoi sono certamente il vivere senza distruggere ed ottenere una produzione migliore col minimo consumo.
D’altra parte, il lavoro di Fukuoka è stato per Emilia la dimostrazione che la lavorazione della terra non è necessaria, ma si possono ottenere risultati duraturi e produzioni di qualità mantenendo in modo permanente l’auto-fertilità del suolo selvatico.

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L’IMPORTANZA DELL’ACQUA in Permacultura e non solo..

L’esempio di Sepp Holzer che ha costruito un sistema di 60 laghetti nella fattoria sulle Alpi

L’acqua è di vitale importanza, è la vita stessa ed è la chiave per la sopravvivenza dell’umanità su questo pianeta. Soprattutto oggi che le risorse idriche scarseggiano è importante saperle sfruttare in modo intelligente, risparmiandole.

Per questo motivo l’acqua è uno dei temi fondamentali della permacultura di Sepp Holzer, il contadino austriaco che ha fatto della sua fattoria nel cuore delle Alpi un esempio di agricoltura armonica con la natura.

I 60 laghetti sulle Alpi

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Intervista di Sepp Holzer a Francesco Rosso

Diventato famoso come “Il contadino ribelle”, Sepp Holzer ha elaborato come nessun altro il concetto di permacultura con un impegno totale in questa direzione. Holzer ha alle spalle più di quarant’anni di agricoltura alternativa, in cui ha sperimentato una varietà infinita di tecniche. Questo ha fatto di lui il più famoso permacultore di Europa.
Sepp Holzer realizza progetti in permacultura in tutto il mondo con grande successo, sia che si tratti di piccole che di grosse aziende, sia che si trovino nel deserto che nella Siberia.

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COME REALIZZARE UNA FOOD FOREST (foresta commestibile)

Chiamata anche foresta giardino, foresta commestibile e orto-bosco, la Food Forest è una coltivazione multiuso e multifunzione in cui trovano collocazione alberi da legno, piante da frutto, erbe medicinali, ortaggi e tanto altro, in sinergia con le piante spontanee e gli animali. La Food Forest può essere realizzata in un angolo del giardino oppure in estensioni di terreno molto ampie, si può anche convertire un bosco o un frutteto già esistente.

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