L’Acqua in Permacultura

Strategie per ottenere un terreno ricco di acqua

L’acqua ricopre il 70% del globo anche se purtroppo ne possiamo utilizzare solo una minima parte in quanto per il 97% è salata. Del 3% di acqua dolce, ¾ sono intrappolati nei ghiacci e il 50% di quella che rimane si trova sotto terra a più di 700 metri di profondità, racchiusa nella roccia e quindi inutilizzabile. In definitiva l’acqua dolce disponibile nei laghi, nei fiumi, nelle falde freatiche e nell’atmosfera rappresenta lo 0,375% delle acque totali.

Il nostro pianeta dovrebbe chiamarsi “Acqua” piuttosto che “Terra”.

Dove c’è acqua nasce la vita

È una sostanza preziosa, è vita. Questa frase l’abbiamo sentita dire 1000 volte ma ne ho capito il vero senso la prima volta che sono stato in una foresta pluviale tropicale. Alberi enormi, foglie gigantesche, ogni singolo centimetro di luce coperto da una folta vegetazione e un brusio incessante di insetti, uccelli, animali e ogni forma di essere vivente. Ho dormito per qualche notte all’interno di questa foresta in un bungalow il cui tetto era anche lui ricoperto di vegetazione. Senza che il proprietario lo volesse, nel tetto, ogni due anni, cresceva una foresta con alberi, grazie al lavoro incessante di uccelli, insetti e animali che prima trasportavano materiale organico, semi e quindi alberi. Periodicamente era costretto a tagliare gli alberi, rimuovere il terreno e la materia organica per evitare che il tetto si sfondasse per il peso. Lì tutto è accelerato, la natura è frenetica. Al contrario, in un deserto le piante faticano a crescere, piante di decine di anni potrebbero sembrare nate da poco, la vita in generale è molto lenta e parsimoniosa. L’uomo stesso, prima dell’avvento dei combustibili fossili, si è sempre “riprodotto” vicino all’acqua.

Le città e i popoli che hanno fatto la storia, quasi sempre erano in riva a un corso d’acqua, un lago o il mare, perché sarebbe stato troppo difficile stare lontani da questa primaria fonte di vita.

Acqua e Permacultura

Ecco quindi che nella Permacultura la progettazione e la gestione dell’acqua ricoprono un ruolo fondamentale. L’agricoltura, gli orti, i giardini sono tristemente noti per richiedere grosse quantità di acqua per avere delle buone produzioni. Ciò avviene non per necessità delle piante ma perché la progettazione agricola convenzionale non crea le condizioni per una distribuzione uniforme dell’acqua e dell’umidità nel suolo. In un progetto in Permacultura si punta a creare orti e giardini in grado di sopravvivere alle difficili condizioni del clima, anche in assenza di manutenzione ed irrigazione. Per gestire bene e in maniera intelligente l’acqua, è necessario mettere in campo strategie che migliorino il drenaggio del terreno, l’accumulo di acqua piovana per un utilizzo futuro e indirizzino l’acqua dove più necessaria, per aiutare l’orto o il giardino a sopravvivere non solo alla siccità, ma anche ai periodi di eccessive precipitazioni.

5 strategie per conservare l’acqua

“Il posto più economico per immagazzinare l’acqua è il suolo”

Oltre alle fonti evidenti come laghi e stagni, l’acqua in natura viene immagazzinata nelle piante, nell’aria e nel suolo. Sulla base di questa osservazione è possibile escogitare strategie per conservare l’acqua nel proprio orto o giardino.

  1. La prima strategia è quella di avere un elevato contenuto di materia organica nel proprio suolo, il famoso humus. L’humus agisce come una spugna ed è in grado di trattenere una quantità enorme di acqua. Gli studi dimostrano che un suolo con un 2% di sostanza organica è in grado di ridurre la necessità di irrigazione del 75% rispetto a un suolo con 1% di sostanza organica. Inoltre aggiunge fertilità al suolo, immagazzina sostanze nutritive, incrementa la vitalità del suolo e lo rende più soffice.  Avere un buon strato di humus è uno degli obiettivi principali di chi progetta in Permacultura.
  2. La seconda strategia è quella di tenere sempre coperto il terreno con la pacciamatura. La pacciamatura può essere di paglia, di foglie, fieno senza semi, sassi, cippato, segatura, alghe, cartone o di un altro materiale organico che abbiamo a disposizione. Grazie alla pacciamatura, riduciamo l’evaporazione dell’acqua dal suolo, raffreddiamo il suolo perché non è a diretto contatto con il sole, aggiungiamo fertilità, incrementiamo la vita del suolo e limitiamo la crescita di erbe spontanee.
  3. La terza strategia è quella di collocare le piante in base al bisogno di acqua. Può sembrare scontato ma bisognerebbe essere in grado di leggere il proprio terreno, individuare le aree più umide e quelle più secche e poi piantare di conseguenza ogni pianta nel luogo che predilige. In questo modo faremo molta meno fatica nell’irrigazione e le nostre piante sopravvivranno alla siccità. In generale, se saremo in un luogo siccitoso, prediligeremo piante che hanno bisogno di poca acqua e viceversa, inoltre andremo a collocare piante bisognose di acqua vicino al rubinetto dell’acqua, ai deflussi dei marciapiedi e ai pluviali. Se non siete in grado di stabilire qual è il punto più umido del vostro giardino potreste osservare dove l’erba è più verde durante la siccità.
  4. La quarta strategia è piantare in maniera molto fitta in modo da tenere sempre ombreggiato il terreno. Questo riduce l’evaporazione, mantiene più fresco il terreno, soffoca le erbe spontanee e incrementa la produttività per m².
  5. La quinta strategia è sicuramente la più complessa e anche la più pericolosa, ma certamente quella che può offrire i risultati più grandi. Consiste nel modificare la topografia del terreno tramite fossi livellari, stagni e terrazzamenti per veicolare l’acqua dove ci interessa, evitare l’erosione da scorrimento superficiale, catturare e trattenere l’acqua. I benefici secondari sono spesso di gradevolezza visiva, aumento dell’humus, incremento delle zone di margine e di conseguenza della biodiversità.

Ognuna di queste strategie incrementerà l’acqua e l’umidità del vostro appezzamento di terra, chiaramente applicandole tutte insieme il risultato sarà ancora più eccellente.