Una delle domande che riceviamo più spesso quando pubblichiamo foto dei nostri orti, frutteti e vigneti riguarda la difesa delle coltivazioni:
come facciamo a proteggerle da cinghiali, daini, cervi, caprioli e altri animali selvatici?
La Fattoria dell’Autosufficienza si trova ai confini del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, un’area in cui circa l’84% della superficie è coperta da foreste. Questo significa che la fauna selvatica è abbondante e che gli animali, soprattutto ai margini del bosco, si spostano regolarmente alla ricerca di cibo.
In questo contesto, qualsiasi coltivazione non protetta viene inevitabilmente predata, anche quando si trova a pochi metri da strade o abitazioni.
Per questo motivo, nel corso degli anni abbiamo sperimentato diversi sistemi di protezione, imparando sul campo cosa funziona davvero e cosa invece presenta troppi limiti.

I sistemi di protezione che abbiamo testato
Recinzioni elettriche mobili (2010)
Il primo metodo sperimentato, nel 2010, è stato l’utilizzo di recinzioni elettriche mobili, con paletti leggeri e nastri collegati ad un elettrificatore.
Questo sistema è stato poi presto abbandonato come difesa dai selvatici.
Funziona bene come contenimento temporaneo (ancora oggi lo utilizziamo per portare asini e galline al pascolo), ma presenta troppi limiti contro animali selvatici di grossa taglia.
I principali problemi sono:
- scarsa resistenza a vento, neve e alla caduta dei rami
- l’erba scarica subito a terra limitando il funzionamento
- i paletti di plastica si inclinano, cadono, si rompono
- i nastri e i paletti si rompono facilmente a causa di scontri accidentali dei selvatici, intemperie e caduta di rami se siamo in ambiente boschivo (al confine dei nostri campi c’è sempre bosco)
La manutenzione richiesta è eccessiva e l’efficacia scarsa.



Rete metallica a maglia sciolta con pali di castagno (2011)
Nel 2011, notando i limiti della prima recinzione fatta per proteggere il frutteto e l’orto, abbiamo deciso di realizzare la prima recinzione fissa in rete metallica a maglie sciolte abbinata a pali di castagno del diametro di circa 12 cm, per proteggere 2ha intorno al centro aziendale.
Caratteristiche principali:
- rete: h 1,75 m, maglia 50×50 mm, spessore 2,5 mm. 25 cm interrati per impedire lo scavo
- filo spinato: a 1,65 m e un secondo a 1,80 m
- pali castagno: Ø 12, h 2,5 m, distanza 2 m
Dopo oltre 15 anni, la recinzione è ancora in buono stato e svolge bene il suo lavoro.
I principali problemi sono:
- costo elevato anche per i tempi di posa
- la rete può essere danneggiata da rami di alberi caduti o, in alcuni casi, da morsi degli animali o scontri accidentali (vedi immagini)





Fili elettrificati metallici su pali di castagno (dal 2016)
Dal 2016 abbiamo sperimentato un sistema con fili elettrificati metallici per i seminativi estensivi dove coltiviamo cereali, legumi e semi, molto più robusto rispetto alle prime recinzioni elettriche.
Caratteristiche principali:
- 4 fili zincati 1,8 mm posizionati a 40, 80, 120 e 160 cm
- pali castagno: Ø 12-15, h 2 m, distanza 5 m
- Elettrificatore, vicino al centro aziendale collegato direttamente in 220, nelle zone più remote con batteria e pannello
- Lungo la strada vicino al centro aziendale al sistema elettrificato abbiamo abbinato una staccionata di legno per migliorare il risultato estetico
Vantaggi:
- il filo metallico non si rompe
- i pali in castagno permanenti sono molto più resistenti (meno manutenzione)
- la scossa è più efficace grazie alla migliore conduzione
- l’erba crea meno problemi, anche se va comunque tagliata 4–5 volte l’anno
I cinghiali non entrano, i daini e caprioli invece riescono talvolta a saltare tra i fili senza prendere la scossa perché ovviamente non scaricano a terra quando sono in aria.






Rete anticinghiale a doppia torsione (dal 2021 – metodo attuale)
Dal 2021 utilizziamo quello che oggi consideriamo il sistema più efficace, soprattutto per orti e vigneti, ovvero colture particolarmente delicate e attrattive.
Caratteristiche principali:
- rete anticinghiale a doppia torsione: h 2 m, maglia 80×100 mm, spessore 2,7 mm, filo di cimosa Ø 3,4 mm. 25 cm interrati per impedire lo scavo
- pali castagno: Ø 15, h 2,5 m, distanza 2 m (ridotta in zone pendenti, aumentata in zone pianeggianti).
I pali sono con la punta bruciata nella parte interrata per aumentarne la durabilità.
Questa rete è più impegnativa da posare, soprattutto in presenza di pendenza, ma la resistenza e la durabilità sono nettamente superiori rispetto alle reti a maglia sciolta.
Ad oggi, il risultato nel contenimento dei selvatici è stato del 100% di successo.

























